Blogs di pizzicata.it
au revoir, Stefan
"...qui si sta bene, c'è un bel vento, il cibo è buonissimo, e sopratutto..."
"sopratutto cosa?" - chiedo io
e lui sottovoce mi dice nell'orecchio, quasi esasperando il suo accento francese per dare più corpo a quello che mi stava rivelando:
"...sopratutto le donne, qui sono bellissime..."
ciao Stefan, il ricordo di quella chiaccherata a Cisternino, anni fa, non mi abbandonerà mai, e oggi mi sconquassa il respiro...
Luigi Paoli in arte Gigetto da Noha
Qualche giorno fa, per caso, ho scoperto un tesoro. Uno di quei link postati su Facebook da qualche amico, un click a mia volta e si è aperto un mondo: Luigi Paoli in arte Gigetto da Noha. Si tratta di un cantautore di musica popolare salentina, oggi settantaquattrenne, originario di Noha ma stabilitosi a Spongano.
La sua figura mi ha colpito particolarmente. E' un artista ibrido che unisce in sè due filoni della musica popolare salentina: il folk cittadino e il canto contadino.
Due sole parole.
Note assai rotte di notte e di botte. Cuffie sospette dirette e distratte. Tratte di matte polpette mai cotte. Notte di note pappette rifatte. Esatte disfatte nel tempo bigotte. Pagnotte di soldi e di tratte (pagherò). Di lei bancarotte e resta in culotte. Le fave mai cotte, le frasi non lette essendo non scritte. Prese nel posto dove il sole non batte, le blatte di notte si apron le patte. Racchette le tette per danze reiette, palline le teste per verghe diritte. Fette di pane inzuppate nel latte le poveri menti di dame cantanti. Latte di capra tagliata a lamette gli stomaci a nodo, cravatte con fitte. La notte non cambia, cambiamo la notte fin quando di vero davvero ci fotte.
Saga of a Folksong Hunter
Il mio messaggio di ben ritrovati lo vorrei lanciare postando per intero la traduzione di un articolo che mi ha molto ispirato. Si tratta di una autobiografia di Alan Lomax, il ricercatore che ha dato forse il maggiore impulso alla riscoperta della musica popolare da parte della civiltà moderna. Si possono trovare più informazioni su di lui e sul suo lavoro nel sito della sua associazione http://www.culturalequity.org.
Sull'esperienza di Alan Lomax ci sarebbe tanto da discutere, e penso che nel forum, o qui, si potranno estrapolare i temi che maggiormente ci affascinano o ci colpiscono.
Una sola parola.
Una sola parola.
Prosit. Perché ci sta un buon motivo. Perché ce ne sono stati tanti. Perché ce ne saranno ancora di più.




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